A 30 anni, nella testa, ti ritrovi un gran casino, come una festa, un capodanno pieno di gente che non sai chi è finché non la incontri!
C’è un gran rumore e il più delle volte non ci si capisce nulla. Ma proprio nulla.
Ci cammini in mezzo e fai un sacco di incontri nel giro di qualche ora, che estesa alla giornata è un delirio, al netto degli anni un cataclisma.
Capita di incontrare una giovane donna con il pupo in braccio, pensare che ormai è tempo, non si può aspettare ancora molto, che forse sarebbe anche bello provare quell’emozione che, come quasi tutte, non puoi immaginarla se non la provi.
Non lo sai però, se sei in grado di regalare il tuo tempo, (quello che in genere perdi) a qualcuno, a dar la forza, le energie e le certezze che non hai a un’altra piccola persona, la stessa per cui tenerla in braccio 10 minuti, ti fa già male la schiena, sei stanca, vuoi sederti e senti che ti sta venendo la tendinite.
Capita di voltare lo sguardo e vedere una donna libera che balla da sola, saltellante e spensierata, che ti fa pensare che hai tutta la vita davanti e se non adesso quando?! In braccio non ha nulla perchè ha le mani occupate, una è in aria come a chiamare l’attenzione, a dire io la risposta ce l’ho, la so, la so! e nell’altra un bicchiere, che si butta giù tutto d’un fiato, che tanto domani lo abbiamo dimenticato, c’è tempo e si vedrà.
Capita di passare davanti allo specchio e guardarsi stupite, come siamo cambiate pur sembrando le stesse, che se non guardi indietro potresti pensare di esser sempre stata così e ti compiaci del tuo riflesso adesso che ti senti consapevole e quel corpo lo conosci a memoria.
Capita, poi, di trovare una coppia che si bacia appartata su un divanetto, sorridi e pensi se poi l’eterno esiste e che se la risposta è: “sì” non riesci ad immaginarti che faccia avrà e se saprai riconoscerlo.
Capita che si avvicini un cameriere con un vassoio pieno e ti chiami Signora senza neanche averti chiesto il permesso e tu non sai, se sentirti onorata, offesa o che, ma comunque cambia poco perché non smetteranno di chiamarti così, ormai.
Capita che a volte balli come una pazza, come se ci fosse solo oggi, altre, che ti siedi sul divano e guardi gli altri …
…ti ci paragoni, a volte vinci a volte no, altre ancora ti chiudi in bagno a cercare il silenzio, seduta sulla tazza chiusa a guardarti in mezzo busto oltre il lavandino, a pensare a quante donne sei e se un giorno arriverai lì, dove non sai nemmeno tu. E speri solo che ti piacerà.
Gloria di SacchiDiCinismo
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itrentenni
Riflessioni, propositi, affanni, sogni, ricordi, speranze, cicatrici, obiettivi, preoccupazioni, desideri. Parole sparse, pensieri e riflessioni. Voglia di raccontarsi o semplicemente di sentirsi come a casa.
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Antonio
Sono un trentenne da qualche anno, ma con le idee chiare fin dall’adolescenza..
Sono capitato qui perché il link è stato postato dalla mia ex che ho lasciato da poco dopo una storia di 4 anni.
Ho letto e riletto più volte questo articolo ma non riesco a condividerlo perché mi sembra molto adolescenziale e senza un finale concreto, preciso, DI AIUTO PER CHI LEGGE.
L’idea della festa per indicare la confusione ci sta tutta e tutti gli incontri fatti, visti, narrati e commentati, sono corretti ma manca il nocciolo del discorso alla fine e non si può concludere con : “fermarsi a pensare a quante donne sei e se un giorno arriverai lì, dove non sai nemmeno tu. E speri solo che ti piacerà.”. Questa frase non mette nessun punto e, alla fine della lettura, ti lascia ancora nella confusione.
Il concetto che deve passare è che i cambiamenti nella vita ci sono e ci saranno sempre, ma a differenza dell’adolescenza, arrivati a trent’anni, si deve prendere consapevolezza di se stessi ed imparare a prendere delle decisioni, qualunque esse siano. Ad esempio si può sbagliare nella scelta della scuola superiore (15Anni)…. ed accorgersi anche di aver scelto l’università sbagliata (20anni), ma una volta terminati gli studi, impariamo ad entrare nel mondo del lavoro e affrontare le paure a testa alta… altrimenti i 30 anni restano solo un dettaglio anagrafico e saremo ancora adolescenti.
A 30 anni (ma vale ogni volta che affrontiamo un cambiamento), ci si deve fermare e capire se si è in equilibrio innanzitutto con se stetti, si deve guardare tutto quanto scritto nell’articolo sopra, ma alla fine, una volta messo tutto sulla bilancia e valutato per bene, si devono prendere delle decisioni ed affrontarne le conseguenze, senza rimpianti…. altrimenti sarà sempre una vita a rincorrere il tempo perso e pieno di rancore, frustrazione, insoddisfazione.
Continuare a vivere alla giornata, senza gettare le basi di un futuro, e lasciare sempre che gli altri scelgano per noi, non ci permette di crescere, ma ci relega nel limbo dell’adolescenza.
A disposizione.
Laura
Pensavo di essere l’unica a pensare queste cose, sapere che non è così mi fa sentire meno sola.
Non sono parole adolescenziali ma parole di chi forse pensa troppo, di chi nella vita vuole fare le cose fatte bene, vuole dare il massimo solo quando è sicura, di chi non si accontenta.. Forse una risposta non c’è, una soluzione nemmeno…farà parte della vita chissà!